Seguici su
Cerca

Assemblea annuale Rete Scuole Enologiche Italiane

22 e 23 febbraio 2024: all'annuale incontro, organizzato anche quest'anno dalla Fondazione Mach, hanno partecipato i Dirigenti delle Scuole Enologiche Italiane per condividere interventi di formazione tecnica, progettualità e proposte per il futuro del Corso Enotecnico.
Immagine: DSC_5252230224

La rete delle scuole enologiche italiane è nata nel 2009 allo scopo di favorire il confronto e lo scambio su tematiche di natura didattica, tecnica e programmatica e di salvaguardare la specificità del percorso formativo riservato ai futuri esperti di settore; essa pone come importante interlocutore con i ministeri di riferimento.

Sono iscritti alle rete 15 Istituti Scolastici Agrari con speciale ordinamento in Viticoltura ed Enologia, che, come da regolamento, hanno attivato il corso per il conseguimento della qualifica di “Enotecnico” e possiedono specifici requisiti a garanzia della solidità e della serietà dell’offerta formativa come, ad esempio, la disponibilità di vigneti con relativo parco macchine, la disponibilità della cantina per la trasformazione dell’uva in vino e la disponibilità di laboratori enochimici. 

EDIZIONE 2024

Hanno partecipato alla due giorni dedicata all’annuale assemblea e organizzata, quest’anno, dalla Fondazione Mach, capofila della Rete, le delegazioni degli Istituti Agrari di Cividale del Friuli, Avellino, Macerata, Voghera, Locorotondo, Ascoli Piceno, Alba, Siena, Cagliari, Conegliano Veneto.

Questa edizione, inserita nel calendario delle celebrazioni del 150esimo anniversario dalla fondazione, è iniziata giovedì 22 febbraio con la visita guidata alla mostra “Dalla terra il futuro”.

Nella suggestiva cornice del palazzo Roccabruna si sono tenuti poi i due incontri di approfondimento tecnico:

Il Trento doc e i suoi fattori distintivi”, del prof. Francesco Spagnolli

La peculiarità del Trento doc risiede essenzialmente nel suo areale di produzione. Ambiente, principalmente da sub-alpino ad alpino, anche se con un’ “isola” con lineamenti quasi mediterranei (Basso Sarca), vitigni ad alta vocazione spumantistica (Chardonnay, Pinot nero e bianco, Meunier), rigorosa applicazione del metodo classico, costituiscono la “base” di questo ormai più che rinomato spumante. Ma a gestire l’intera filiera, che dal vigneto arriva fino alla sboccatura, nella stragrande maggioranza dei casi, sono tecnici vitivinicoli usciti da San Michele. Per una tecnologia così complessa, quale è quella prevista dal metodo classico, il “fattore umano” risulta fondamentale: per arrivare a prodotti di alta od altissima qualità, infatti, non è permesso commettere alcun errore; vigna, vendemmia, vino di base, presa di spuma in bottiglia hanno bisogno di un’attenta sorveglianza basata su approfondite conoscenze scientifiche e non sull’empirismo. Non a caso, il “pioniere” della spumantistica classica trentina, Giulio Ferrari, era uscito proprio dai banchi della Scuola di San Michele, ha approfondito le proprie conoscenze prima a Montpellier e poi a Geisenheim ed ha, infine, concretizzato il suo primo gioiello a Calceranica al lago nella primavera del 1902.

Progettare il futuro del vino: la formazione degli enologi per scenari che cambiano” del prof. Attilio Scienza

L’ultimo decennio di rapidissimo sviluppo di tecnologie digitali impone  una profonda trasformazione del lavoro degli enologi e non solo. Blockchain, intelligenza artificiale, analisi di dati, immagini da satellite e diffusione di sensori connessi al web in tutte le fasi della produzione, stanno già trasformando il lavoro in vigna e in cantina. Per quanto la viti-enologia tenda a essere un settore conservativo, la raccolta di dati recuperati dai sensori può alimentare anche sistemi di intelligenza artificiale in grado di supportare i manager delle Cantine nelle loro scelte, in vigna, in produzione e in distribuzione. Le applicazioni possono essere moltissime; dalla tracciabilità dei prodotti al controllo delle condizioni di conservazione; dalla gestione del magazzino a strumenti in grado di automatizzare e razionalizzare le recensioni dei vini.
Strettamente connessa all’intelligenza artificiale è la robotica, che fornisce agli algoritmi un braccio fisico con cui operare direttamente nel mondo fisico. Al di là dei classici utilizzi nella pallettizzazione e nel packaging, i robot stanno prendendo sempre più piede anche nel vigneto, per esempio grazie all’impiego di droni che monitorano la salute delle viti. L’intelligenza artificiale entra in gioco anche a supporto di altre tecnologie, come quelle per l’acquisizione di immagini dei vigneti con i satelliti o, in modo assai più definito, con la tecnologia Lidar (Laser imaging detection and ranging), sviluppata inizialmente per le auto a guida autonoma. L’analisi intelligente di foto acquisite con questi strumenti consente di tracciare lo stato di salute di un vigneto  con un dettaglio mai raggiunto in precedenza. I dati raccolti durante tutte le fasi della filiera, dalla vendemmia alla spedizione delle bottiglie, possono anche essere gestiti e organizzati in blocchi agganciati tra loro mediante tecniche informatiche e crittografiche che li rendono immodificabili e tracciabili in ogni momento. È questo il concetto di funzionamento della blockchain, strumento che promette di fornire al consumatore le più ampie garanzie sulla qualità del prodotto che intendono acquistare. La formazione universitaria e della scuola superiore sono in ritardo, e nel prossimo futuro sarà necessario  un percorso di revisione e aggiornamento dei curricula e delle tecniche di insegnamento. La Commissione Europea ha lanciato il "piano d'azione per l'istruzione digitale", che mira a sostenere l'adeguamento dei sistemi di istruzione e formazione degli Stati membri all'era digitale. Il progetto Agritech EU, "Agricoltura Digitale per lo Sviluppo Sostenibile", finanziato nell'ambito del programma Digital Europe, punta a colmare questo gap. Con un budget di circa 3,5 milioni di euro, cofinanziato al 50% nell'ambito del programma Digital Europe. La novità è  rappresentata dalle  cosiddette  microcredenziali, utilizzate per aiutare a orientare meglio gli studenti, agevolare l'accesso all'apprendimento e agevolare la transizione dalla scuola al lavoro. Certificano i risultati formativi di una breve esperienza di apprendimento, come ad esempio un corso o una formazione di breve durata e costituiscono un modo flessibile e mirato per aiutare le persone a sviluppare le conoscenze, abilità e competenze di cui hanno bisogno per il loro sviluppo personale e professionale.

La seduta dell’Assemblea ordinaria, tenutasi a San Michele il giorno seguente, venerdì 23 febbraio, ha visto i dirigenti delle scuole partecipanti impegnati nell’analisi dello stato attuale del corso Enotecnico e nella discussione di proposte per nuove modalità di conseguimento del titolo di Enotecnico da inserire nei possibili scenari futuri di riforma degli Istituti Tecnici. 

Ulteriori informazioni

Data: Martedì, 12 Marzo 2024