Si tratta di una corposa rielaborazione del progetto omonimo, iniziato dagli attuali diplomandi già in classe terza, e che è frutto di una convenzione tra il Centro Istruzione e Formazione della Fondazione Mach, il caseificio sociale Primiero e la Fondazione Museo Civico di Rovereto. Significative le conoscenze e le competenze tecniche apprese, ma altrettanto importante per il futuro professionale degli studenti l'aver acquisito, attraverso questa esperienza, un metodo di lavoro rigoroso e scientifico. Territorio, ambiente e paesaggio sono, infatti, ambiti complessi da studiare e richiedono di intervenire con una corretta gestione e interventi di miglioramento e conservazione, in una dialettica continua fra esigenze umane e rispetto degli equilibri naturali. Dopo l’inquadramento storico, lo studio ha analizzato il contesto geografico (geologia, morfologia, idrologia, clima) e vegetazionale, coinvolgendo le classi in valutazioni e rilievi sul campo, in particolar modo nella zona di Paneveggio - Pale di San Martino, Revedea, Tonadico e Piereni. Quindi è stato approfondito lo studio dell’uso del suolo e il contesto zootecnico.
La rielaborazione dei dati raccolti e di quelli forniti dalle amministrazioni locali ha permesso agli studenti di mettere in luce quali obiettivi specifici sottendono la valorizzazione di questo territorio costituito da prati magri: la conservazione della varietà floristica, il riconoscimento della specificità del prodotto finale della filiera lattiero casearia e, non ultimo, il contrasto all’abbandono, che determinerebbe, nel tempo, la regressione dell'habitat prativo con perdita di biodiversità floristica ed entomologica.